domenica 27 novembre 2011

Delizia alle mandorle


‎"Vorrei tanto che ci fosse un libro di cucina anche per la vita, con tutte le ricette che ti dicono come affrontarla nel modo giusto"....."Quello che stavo per dirle, e lei lo sa meglio di tutti, è che sono le ricette che uno si inventa che funzionano meglio di tutte." (Sapori e Dissapori)


E' proprio così... a volte in cucina le ricette migliori sono quelle inventate, improvvisate! Questa torta nasce proprio dall'improvvisazione, dal mescolare insieme idee e ricette diverse... la classica torta paradiso abbinata ad una nuova crema pasticcera alle mandorle e crema al latte... 

Ingredienti per la pasta:
125 gr di farina
125 gr di fecola
200 gr di burro
200 gr di zucchero
4 uova intere
1 bustina di lievito
1 bustina di vanillina


Ingredienti per la crema alle mandorle 
500 ml di latte
50 gr di mandorle finemente tritate
50 gr di fecola di patate
50 gr di burro
80 gr di zucchero
5 tuorli


Ingredienti per la crema al latte
200 ml di latte
200 ml di panna 
2 cucchiai di farina
2 cucchiai di zucchero
1 fiala di aroma alla vaniglia 


Altri ingredienti
Liquore alla mandorla (q.b)
100 gr di mandorle a lamelle


Preparazione
Preparate la pasta montando lo zucchero e le uova con una frusta elettrica ed aggiungendo, una volta che il composto sarà cremoso, tutti gli altri ingredienti. Versate il composto in una teglia imburrata ed infarinata (diametro 24) e cucinate a 175° per circa 40 min. 
La crema pasticcera alle mandorle si prepara sbattendo in una terrina, con fruste elettriche, la fecola con un po' di latte versato a filo, le uova e le mandorle tritate. Nel frattempo si fa bollire il latte con burro e zucchero;  poi si unisce il tutto facendo bollire per un altro paio di minuti, fino a che il composto non si addensa. 
La crema al latte si prepara in modo simile: Si fa bollire il latte con la vaniglia e poi si fa addensare il tutto aggiungendo farina e zucchero già mescolate tra loro. Una volta raffreddato si unisce alla panna montata. 
Quando creme e pasta si sono raffreddate si può procede: si taglia orizzontalmente la torta e la si farcisce con la crema alle mandorle, bagnando i vari strati di pan di spagna con il liquore alle mandorle. Si ricopre poi il tutto con la crema al latte e le mandorle a lamelle. 

Gusto davvero delicato, combinazione da ripetere!! 

sabato 26 novembre 2011

Torta al cacao con crema al caramello

Finalmente oggi ho un po' di tempo per postare questa ricetta che da quando l'ho scoperta qualche mese fa è diventata un po' il mio cavallo di battaglia! Se c'è un'occasione particolare, un compleanno... non ho dubbi: torta al cacao con crema al caramello!! E' una variante perfetta alla classica torta con crema e pan di spagna! La base al cacao è davvero sofficissima e la crema di burro al caramello ha davvero un gusto delicato... che altro dire? Non mi resta che postare la ricetta:

Ingredienti per il pan di spagna
300 gr di farina
250 gr di zucchero
200 ml di olio di semi
200 ml di latte
1 busta di miscela per creme caramel
4 uova
3 cucchiai di cacao in polvere
1 bustina di lievito in polvere

Ingredienti per la crema
 500 ml di latte
250 gr di burro
100 gr di zucchero a velo
1 busta di miscela per creme caramel


Preparazione
Per il pan di spagna innanzitutto mescolate la miscela per il creme caramel con il latte. Sbattere le uova con lo zucchero e quando saranno dense e cremose aggiungete l'olio ed il latte con la miscela. Unite la farina, il cacao e il lievito e mescolate brevemente, versate il composto in uno stampo (diametro 24-26) imburrato ed infarinato e cuocetele sul ripiano inferiore del forno a 200° per 40 min circa (forno preriscaldato!). 
Nel frattempo con il latte e la miscela in busta preparate in creme caramel e lasciatelo raffreddare, mescolando di tanto in tanto. Successivamente unitelo alla crema al burro ottenuta lavorando a crema il burro aggiungendo poco alla volta lo zucchero a velo. 
Ora non rimane che "comporre" la torta: tagliate orizzontalmente il pan di spagna raffreddato in tre parti  e alternate un disco di pasta ad uno strato di crema. Mettete la torta in frigorifero prima di servirla. 

La torta è pronta! Se volete darle un tocco in più potete decorarla a vostro piacimento. Due esempi li trovate nelle foto: nel primo caso ho usato scaglie di cioccolato e cacao, nel secondo i  togo e decorazioni in cioccolato plastico!

venerdì 18 novembre 2011

Plumcake con mandorle e farina di mais

Ebbene si, se ve lo state chiedendo la farina di mais è quella che comunemente identifichiamo con la polenta!! Non pensavo che si potesse utilizzare anche per preparare delle torte e quando la scorsa settimana mi sono imbattuta in un inserto "8 facili ricette con la polenta" tra le quali c'erano dei dolci non ho saputo resistere, dovevo provarle subito!!!



Ingredienti:
100 gr di farina di mais (io ho usato quella a grana media)
75 gr di farina 00
75 gr di mandorle tritate
125 gr di burro
120 gr di zucchero
2 uova + 3 tuorli
mezzo bicchierino di liquore strega
1 cucchiaino di lievito
1 bustina di vanillina

Preparazione
Fate sciogliere il burro e amalgamatelo con lo zucchero fino ad ottenere una crema spumosa. Unite le due uova e i tuorli, aggiungete il liquore, le farine e le mandorle, il lievito e la vanillina. Versate il composto ben amalgamato in uno stampo imburrato ed infarinato. Cuocete a forno già caldo (180°) per circa 30/40 min. Sformate e spolverizzate con zucchero a velo. 

Da quando l'ho provata per curiosità l'ho già rifatta diverse volte! Non pensavo e invece... è davvero ottimo questo plumcake!!! 

mercoledì 16 novembre 2011

Pasta pomodoro e piselli

ISPIRATO DA: le ricette super veloci e sempre targate mamma

Si sono ripetitiva. In questi giorni l'ispirazione viene sempre dalle ricette della mamma, ma credo sia naturale un po' per tutti. Oggi sono davvero KO, mi scoppia la testa e desidererei solo dormire. In questi casi ci vuole davvero un asso nella manica!

Necessito di qualcosa di buono, sano e soprattutto velocissimo da preparare!
Ecco fatto! una ricetta giusta sia per chi ha la fortuna di avere i prodotti dell'orto sia per chi si serve comodamente al supermercato. Solo 10 minuti ed il gioco è fatto!


LA RICETTA

Salsa di pomodoro preparata quest'estate (o un vasetto di polpa di pomodoro)
piselli surgelati quest'estate (o piselli in vasetto o piselli surgelati)
scalogno
sale e pepe
una foglia di basilico
olio extra vergine d'oliva


Poche mosse e il sugo è pronto: mettete il pomodoro in una casseruola con un una fettina di scalogno tritato. aggiungete due manciate di piselli (una per ciascun commensale) e fate cuocere. In cottura aggiungete sale, pepe, un cucchiaio d'olio e e una foglia di basilico.
Nel frattempo preparate la paste (in questo caso io prediligo pasta corta). Quando sarà pronta la pasta anche il sugo sarà pronto.

visto? poche semplici mosse, ingredienti che non necessitano di particolare lavorazioni e avete in tavola un piatto genuino e prelibato!
Ora vi saluto... speriamo che mangiare faccia bene anche al mio mal di testa!

martedì 15 novembre 2011

Pasta con radicchio e pancetta

ISPIRATO DA: l'orto di papà e la cucina della mamma

No, non sto dando i numeri. In realtà, a voler essere più chiara, l'ispirazione viene dall'utilizzo delle verdure di stagione. Chi di voi ha la fortuna di avere un orto capisce cosa voglio dire. Ogni stagione porta sulla tavola qualcosa di diverso e questo ha i suoi pro ed i suoi contro. Il pro grandissimo è che le verdure di stagione, specialmente se colte dall'orto, hanno un sapore che le altre verdure si scordano. Il contro è che non si può mangiare sempre tutto.

Mi sono resa conto un paio di anni fa che non tutti conoscono la stagionalità delle verdure. Un'amica, che non viene dalla campagna come me, disse "pomodori e zucchine li trovi al supermercato tutto l'anno!" sottintendendo che sono verdure "perenni". Invece no. D'inverno nell'orto non crescono né pomodori né zucchine.

Tutto questo per dire che in alcuni periodi capita di mangiare per più giorni la stessa verdura, questo semplicemente perché ce n'è in abbondanza. Così, per 2 giorni di seguito vi propongo il radicchio (suona come una giustificazione ?!?). Ieri era un contorno, oggi è un primo piatto.

LA RICETTA

1 o 2 cespi di radicchio di treviso o spadone (dipende dalla grandezza)
pancetta dolce a cubetti
scalogno
sale, pepe, peperoncino
olio extra vergine di oliva




Ai cespi di radicchio tagliate la parte del gambo, lavate bene le foglie e poi tagliate a rondelline cosi che si riduca in piccoli straccetti. Mettetelo in una padella ancora umido con un po' di scalogno tritato, la pancetta a cubetti e fate rosolare. Aggiungete sale e pepe e un pizzico di peperoncino. Lasciate appassire e se necessario aggiungete un goccio d'acqua.

Nel frattempo cuocete gli spaghetti in acqua salata e scolate con un minuto di anticipo. Versate la pasta nella padella e fate saltare assieme al sugo. Quando spegnete il fuoco aggiungete un po' d'olio extravergine d'oliva a crudo. Qui la classica spolverata di parmigiano è a piacere. Questa pasta è ottima in entrambi i modi, ed è uno dei pochi sughi che a mio avviso sta bene sia con la pasta corta che con la pasta lunga.
Buon appetito a tutti!!

lunedì 14 novembre 2011

Radicchio al forno

ISPIRATO DA: il radicchio come solo i veneti lo sanno fare!


Sembra sciocco ma ci sono cose naturali per qualcuno, inusuali per altri. Ogni territorio ha delle tipicità, degli ortaggi che più di altri vengono prodotti e quindi entrano con più facilità nelle cucine. Uscendo dal Veneto, che come avete capito è la mia terra d'origine, ho incontrato gente proveniente da diverse regioni e ho avuto l'opportunità di scoprire le loro tradizioni e tante verdure delle quali prima ignoravo l'esistenza. Un esempio su tutti sono i friarielli. Ortaggio tipico del sud ma... siamo sicuri che tutti abbiano capito di cosa parla? Magari si... ma probabilmente no visto che nella sola Campania si indicano 2 tipi di verdure completamente diverse con questo stesso nome. Ma non mi dilungo... questa storia ve la racconterò un'altra volta!

Torniamo al radicchio. Per un buon veneto "radicchio" è un termine piuttosto generico per indicare una verdura tipo insalata con le foglie rosse. E' si, generico, perché ne esistono tante varietà molto diverse e che si prestano ad usi diversi. Poi una veneta si trasferisce in Lombardia e si rende conto che "la trevisana" è il nome che si da al radicchio di qualunque genere. Basta che ci sia una foglia rossa e subito si parla di trevisana e la foglia rossa si usa indipendentemente dal tipo per insalate, pizze e risotti. Altri usi non sembrano essere conosciuti. Gli unici che fuori dal Veneto sanno distinguere il vero radicchio di Treviso sono i commercianti che lo vendono a dei prezzi spropositati!

Facciamo quindi una breve passeggiata tra i cespi di radicchio: abbiamo distinzioni per provenienza, ad esempio quello di Chioggia, quello di Verona e quello più famoso di Treviso; c'è poi la distinzione tra tardivo e precoce; la distinzione nella forma, abbiamo quello tondo, lo spadone... ce n'è  di tutti i tipi.
Secondo me il migliore per i piatti caldi è quello di Treviso che è meno amaro degli altri. In alternativa uso lo spadone che è anche più facile da trovare. Vi stupirete nel leggere quante ricette diverse si possono fare con il radicchio. Quella che vi propongo oggi è uno dei cavalli di battaglia di mamma. Il Radicchio al forno. Facilissimo da preparare e di grande effetto (soprattutto quando esportato fuori regione!)

LA RICETTA

Qualche cespo di radicchio spadone o di Treviso
Pancetta (quella che ho usato oggi è Pancetta di Piacenza IGP)
Sottilette






Lavate il radicchio e tagliate l'estremità inferiore del cespo (dove c'era l'attaccatura del gambo), in questo modo le foglie si separano facilmente l'una dall'altra. Fate tanti mazzetti di 4 o 5 foglie ciascuno facendo attenzione a selezionare foglie di dimensioni simili. Disponete i mazzetti in una teglia ricoperta con carta forno mettondoli alternati testa-piedi. Ogni mazzetto va legato con una fettina di pancetta e ricoperto con pezzo di sottiletta. Un filo d'olio, sale e pepe.
Cuocete al forno a 180° per una ventina di minuti. Meglio se coprite la teglia con un foglio d'alluminio o di carta forno così il radicchio non si secca.

domenica 13 novembre 2011

Rich fruit crumble

ISPIRATO DA: l'apple crumble della zia Piera, ma mooolto più goloso

Ricordo le domeniche d'inverno, quando ero piccola... ogni domenica sera a mangiare dalla nonna e dalla zia. Il momento più atteso era quello del dolce. Si perché mamma e zia, sorelle molto brave a cucinare ed eccezionali nello sfornare dolci, non fanno gli stessi dolci. Ognuna ha il suo repertorio e alcuni cavalli di battaglia. Per quanto riguarda i dolci della zia, uno dei miei preferiti, o forse il mio preferito in assoluto è l'apple crumble with custard. Divino!

Negli ultimi 2 anni l'apple crumble è senza dubbio il dolce che ho fatto più volte e in decine di varianti diverse. Ma questo lo sapete perché quella ricetta l'ho già postata. C'è da dire però che si ripete quel che è tipico di mamma e zia. Anche con la stessa ricetta alla mano, il risultato è diverso! E il mio crumble non è come quello della zia Piera.

Oggi ho voluto fare qualcosa "di più", un crumble più ricco e succulento con tanti ingredienti... avevo voglia di una coccola culinaria ;-)
Ho arricchito quindi la base fruttata e variato la pasta inserendo la farina integrale.

LA RICETTA

Per la base fruttata:
2 pere kaiser
1 mela annurca
3 noci
1 pugnetto d'uvetta sultanina
5 cubetti di cioccolato extra fondente
succo di limone
cannella in polvere
1 cucchiaino di zucchero di canna

Per la copertura di pasta:
60g di burro
30g di zucchero bianco
30g di zucchero di canna
50g di farina 00
40g di farina integrale

Pelate la frutta e fatela a pezzetti e metteteli in una pirofila non troppo grande. La zia ne usava una tonda di vetro (pirex) che permetteva di vedere la frutta che in questo dolce rimane sotto la pasta. Aggiungete l'uvetta dopo averla lasciata un po' a bagno nell'acqua tiepida. Fate a pezzetti le noci e il cioccolato e aggiungete. Spruzzate un po' di succo di limone e spolverate con zucchero e cannella. A questo punto mescolate per rendere la distribuzione degli ingredienti omogenea.

In una ciotola mettete il burro morbido a pezzi e lo zucchero. Amalgamate il tutto con le mani e quando avete lavorate bene il panetto aggiungete la farina. La pasta deve essere "sbiciolosa" e con queste briciole dovete coprire la frutta. Cuocete a forno caldo a 180° per 20-25 minuti, finché inizia a dorare.

La ricetta originale prevede che il dolce venga servito caldo accompagnato dalla crema custard. Io oggi l'ho accompagnato con della panna montata.

Torta morbida con ricotta e gocce di cioccolato



Questa è la ricetta che ho trovato nella confezione delle gocce di cioccolato e... non ho potuto non provarla subito!! ;) La ricotta la rende molto morbida e leggera, le gocce di cioccolato le danno quel tocco in più!!!





Ingredienti:
250 gr di ricotta
150 gr di farina
200 gr di zucchero
50 gr di burro
125 gr di gocce di cioccolato
4 uova
1 bustina di lievito

Preparazione:
Montare i tuorli d'uovo con lo zucchero e aggiungere il burro sciolto a bagnomaria. Aggiungere la ricotta, la farina unita al lievito e gli albumi montati a neve; infine aggiungere le gocce di cioccolato. Versare il composto ben amalgamato in uno stampo imburrato ed infarinato (diametro 20-24) e cuocere in forno già caldo a 175° per 30/35 min. Spolverizzare con lo zucchero a velo.

Buona domenica!!!

sabato 12 novembre 2011

Pizzoccheri alleggeriti

ISPIRATO DA: i pizzoccheri (della mamma) di Chiara

Come molti, anch'io sono stata studentessa universitaria fuori sede. 5 anni passati a Padova in un grazioso appartamentino che ho condiviso per quasi tutto il periodo con Chiara. Chiara è stata la mia coinquilina ma soprattutto una grande amica, quando ripenso a quegli anni non posso che sorridere pensando tutte le grasse risate fatte insieme. Mamma mia che ricordi... episodi talvolta davvero buffi: mi ricordo quando mi disse "Eli, sembri un involtino!" o quando ho riso per delle ore a causa dei suoi "riccioli dorati" o quando per cena ci siamo fatte purè in busta (l'unica volta nella mia vita!!) e budino al cioccolato. E la cavalletta?!? Beh si, abbiamo davvero riso tanto, ma questa è un'altra storia.

Torniamo alle nostre cene. Come la gran parte degli studenti tornavamo dai genitori nel weekend e quando rientravamo a Padova la domenica sera uscivano dalle nostre valige, alla Mary Poppins, pacchetti e pacchettini di cibo che le mamme preparavano. Povere bimbe lontane... rischiano di patir la fame! Quei fagottini di cibo erano lo specchio della nostra terra d'origine e delle nostre tradizioni. Mai le nostre mamme, una veneta del basso Piave e l'altra lombarda della provincia di Brescia, prepararono la stessa pietanza.

Due sono i piatti della mamma di Chiara che mi sono rimasti più impressi. Uno in particolare l'ho fatto e rifatto in questi anni. La ricetta non è quella originale ma una rivisitazione fatta me cercando di imitare il gusto di quel piatto che mi piaceva tanto. Quando poi ho letto la ricetta originale dei pizzoccheri... beh, che dire! Mi sono resa conto che il mio essere "donna della costa adriatica" mi aveva fatto alleggerire un bel po' questa ricetta che è invece tipica dell'entroterra o addirittura del territorio montano.

LA RICETTA

biete, spinaci, erbette in genere
patate
fontina, grana
pizzoccheri della Valtellina
sale, pepe, olio extravergine d'oliva

Lavate le "erbe", tagliate grossolanamente le foglie con le mani e fatele lessare in una pentola d'acqua bollente. Io di solito uso la vaporiera così sfrutto il piano superiore per lessare le patate tagliate a pezzi non troppo grandi. Quando le verdure sono vicine alla cottura, salate l'acqua e versate i pizzoccheri (si, nella stessa acqua in cui state bollendo la verdura). In una terrina versate le patate ormai lesse e condite con sale, pepe e olio d'oliva. Aggiungete della fontina a cubetti e preparate in un piattino una bella montagna di grana a scaglie. Quando i pizzoccheri sono pronti scolate tutto e versate ancora bollente nella terrina. Mescolate, mescolate, mescolate. Aggiungete il grana e continuate a mescolare.
Il piatto che ottenete è un piatto unico consistente e saporito, adatto al periodo invernale... perfetto per la giornata di oggi!
Leggetevi la ricetta originale dei pizzoccheri e capirete perché i miei li ho chiamati "alleggeriti"!

Torta "Kinder Paradiso"



...avete presente le merendine Kinder Paradiso? Ecco, questa torta prende lo stesso nome perchè ne rievoca il gusto!!! Inutile, quindi, dire che è buonissima!!!! Ce ne sono tante varianti nel web, soprattutto per quanto riguarda la farcia... io ho scelto questa: 



Ingredienti per la pasta:
125 gr di farina
125 gr di fecola
200 gr di olio
200 gr di zucchero
4 uova intere
1 bustina di lievito
1 bustina di vanillina

Ingredienti per la crema:
250 ml di panna
100 gr di cioccolato bianco
1 cucchiaio di miele

Preparazione:
Montare con le fruste elettriche le uova e lo zucchero fino ad ottenere un composto denso e spumoso. Aggiungere l'olio, le farine, la vanillina ed il lievito amalgamando bene il tutto. Versare il composto in uno stampo precedentemente imburrato ed infarinato (diametro 24) e cucinare a 175° per 30/40 minuti. Verificare la cottura con "la prova stecchino" e lasciar raffreddare la torta. Nel frattempo preparare la farcia montando la panna con il miele e aggiungendovi poi il cioccolato fuso. Tagliate a metà la torta e farcitela. Conservatela in frigorifero prima di servirla. 

Credo proprio di aver scelto la variante giusta... è ottima!!!!! 

venerdì 11 novembre 2011

San Martino

ISPIRATO DA: la leggenda di San Martino

A Venezia, e nella provincia, l'11 novembre si festeggia San Martino. Per me è un ricordo di quelli che non hanno inizio, ricordo da sempre d'aver mangiato il dolce a forma di cavallo in questa giornata di metà autunno. Ma andiamo per gradi, questa è la leggenda di San Martino...
San Martino andava a cavallo in una giornata fredda, sotto le intemperie (un po' come quelle di questi ultimi giorni) quando lungo il suo percorso trovò un pover uomo che rischiava di morire di freddo li sul ciglio della strada. Mosso da compassione fece l'unica cosa che poteva fare. Non aveva con se ne soldi ne altro che potesse esser d'aiuto all'uomo, quindi prese la spada e tagliò a metà il suo mantello. Una metà la diede a quel poveraccio per coprirsi, l'altra metà la tenne per sé. Dopo esser stato ringraziato, San Martino si allontanò a cavallo tra il vento e la pioggia. Ma mentre cavalcava smise di piovere, il vento si placò e uscì un sole tiepido. L'estate di San Martino!
Per festeggiare questa giornata mite nel mezzo dell'autunno e la bontà caritatevole del Santo, a Venezia l'11 novembre si mangia il dolce di San Martino. Un dolce di frolla simile ad un grande biscotto a forma di cavallo con il groppa il Santo di cui si vedono il mantello e la spada. Questa è l'iconografia più classica di San Martino. Questo "biscotto" è tutto decorato con glasse colorate, confettini e cioccolatini (quelli incartati nella stagnola colorata). Ne esistono mille fantasiose versioni e le vetrine di panifici e pasticcerie sono pieni di "san martini" in questi giorni.

Quando ero piccola anche noi compravamo questo dolce, poi la zia si munì di stampo "San Martino" e divenne la pasticcera ufficiale di quest'occasione. Ora io sono lontana da casa e in Lombardia questa tradizione non c'è.  Lo scorso anno, pur di non mancare a questo appuntamento con la tradizione, ho prodotto il dolce a mano!! La sagoma era alquanto approssimativa... il gusto c'era ma l'estetica era totalmente assente. Così la zia ha avuto pietà di me e mi ha regalato un piccolo stampo di San Martino. Non dolce grande quindi ma tanti biscottini!!

Questo è un dolce che solitamente viene fatto per essere regalato. Per questo le dosi che do sono per 5 dolci (di dimensione normale)

Nelle foto: la versione grande con decorazioni è della mia sorellina :-)
i biscotti più piccoli invece sono i miei! La ricetta è sempre la stessa.

LA RICETTA

400g di farina
200g di zucchero
200g di burro
2 cucchiaini di lievito
1 uovo
sale







Lavorate gli ingredienti come per una tradizionale frolla, partendo dal burro.
Stendete la pasta con un mattarello e usate lo stampo per dar forma ai vostri dolci.
Cuocete in forno
Tolto dal forno lasciatelo raffreddare prima di decorarlo a vostro piacimento.

giovedì 10 novembre 2011

365 giorni di tradizioni e ispirazioni culinarie


Questo blog è una finestra aperta su una mia passione: la cucina.
Questa pagina è una sfida.

Posso forse definirla un piacere? un hobby? ... mmm, hobby direi che è riduttivo perché sarà un avventura faticosa! Probabilmente sono folle.
Ho sognato questo momento quanto ho visto Julie & Julia ma a quell'epoca avevo troppa paura (o troppo poca fiducia).

E' passato del tempo, c'ho pensato molto. Ho ancora paura (di non farcela) ma ho trovato anche un po' di coraggio. O semplicemente ho voglia di qualcosa in più. O più probabilmente sono una sciocca senza senno che impazzirà nel giro di un paio di settimane.

Ho rinunciato in partenza a replicare con Mastering the Art of French Cooking. Non sono troppo portata per la cucina francese e la conosco troppo poco per intraprendere un'impresa così. Quindi, folle si, ma con moderazione.

Ho scelto un'avventura lunga un anno ma ispirata a più fonti, alcune già selezionate altre da scoprire lungo il percorso. Voglio però che il filo conduttore sia la tradizione. Si, perché per me la cucina è stata da sempre sopratutto tradizione. Un legame con il territorio e con la gente, un legame con il tempo che passa e le date in calendario. Ma io di luoghi ne ho cambiati tanti, ho visto tradizioni diverse e mi sono lasciata affascinare.

Cercherò di mettere insieme il tutto. Date, luoghi, culture, tradizioni culinarie, esperienze fatte in prima persona e spunti presi dalla letteratura.
Non sarà facile. Mancherà sempre il tempo. Ma ho validi aiutanti che mi accompagneranno in questo percorso.

So già che capiteranno i giorni in cui non potrò essere nella mia cucina, nel mio mondo. In quel caso mi impegnerò a portavi a pranzo con me alla scoperta dei luoghi in cui sarò.

Quindi, che la sfida abbia inizio!
Uno dopo l'altro vedrete susseguirsi 365 post... e alla fine spero di raccontarvi come sono riuscita a giungere al traguardo :-)
...e se ad un certo punto non scriverò più... venitemi a cercare sul pavimento della cucina!

Domani, 11-11-11 ci sarà la prima storia, la prima ricetta... la prima ispirazione culinaria

domenica 6 novembre 2011

Plumcake al latte



Per questa domenica piovosa ho scelto un dolce semplice e soffice: il plumcake al latte! L'utilizzo del latte nell'impasto, oltre a renderlo molto morbido, permette di evitare l'uso di burro e olio, rendendolo così un po' più leggero e salutare! 


Ingredienti:
330 gr di farina
300 gr di zucchero
270 ml di latte
3 uova
2 cucchiaini di lievito
qualche goccia di aroma a piacere (mandorla, limone, vaniglia...)
un pizzico di sale



Preparazione
La preparazione del plumcake è molto semplice: montate con delle fruste elettriche le uova e lo zucchero, aggiungendo di seguito tutti gli altri ingredienti. Versate il tutto in uno stampo imburrato e cuocete a forno caldo per 50min circa a 160°. Verificate sempre la cottura con la "prova stecchino" prima di sfornare.

E' davvero dolcissimo e sofficissimo, da provare!! :)

mercoledì 2 novembre 2011

Torta farcita alla vaniglia con croccante di mandorle

Come prima ricetta del mese vi propongo una ricetta molto golosa... una torta farcita con crema alla vaniglia e ricoperta di croccante alle mandorle!!! E' nata dalla voglia di provare il latte di mandorle, che ho voluto utilizzare nel pan di spagna... ecco qual è stato il risultato: 

Ingredienti per il pan di spagna:
300 gr di farina
250 gr di zucchero
200 ml di latte di mandorle
200 ml di olio di semi
4 uova
1 bustina di lievito

Ingredienti per la crema:
500 ml di latte
1 busta di miscela per budino alla vaniglia
100 gr di burro a temperatura ambiente
100 gr di zucchero a velo

Ingredienti per il croccante:
6 cucchiai di latte
100 gr di burro
50 gr di zucchero semolato
200 gr di mandorle a lamelle

Preparazione:
Preparate il pan di spagna sbattendo le uova con lo zucchero, e aggiungendo gli altri ingredienti quando saranno dense e cremose. Versate il composto in uno stampo a cerniera del diametro di 24-26 cm e cuocetelo a 180° per circa 40 min. Nel frattempo preparate il croccante: portate a ebollizione il latte con il burro, aggiungete lo e le mandorle e mescolate fino a quando il composto sarà diventato lucido e denso. Aiutandovi con due cucchiai distribuitelo sulla torna sfornata e rimettetela in forno per altri dieci minuti. Mentre la torta si raffredda potete preparare la crema: preparate il budino con la miscela ed il latte, e fatelo raffreddare. In un altra terrina lavorate a crema il burro con lo zucchero a velo e poi incorporatela al budino. Tagliate a metà la torta e rimettete il cerchio inferiore dentro la cerniera, farcite con la crema e ricoprite con il disco con il croccante. Lasciatela con la cerniera in frigorifero finchè la crema si sarà rassodata. 

La torta è nata dalla voglia di provare il latte di mandorle, che ho deciso di utilizzare non nella crema ma nell'impasto. Il gusto della mandorla non è molto marcato ma l'utilizzo del latte ha reso il pan di spagna molto soffice. E' un po' diversa dalle solite torte farcite... vi consiglio di provarla al più presto!!! 
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...